Il traduttore è innanzitutto un essere umano.

Ha una naturale predisposizione ad entrare in simbiosi con il testo da tradurre, per arrivare a comprenderlo in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più nascoste. Dispone inoltre di una preparazione altamente professionalizzante.

La traduzione non è una fredda corrispondenza biunivoca, come accade in matematica, dove un termine A corrisponde ad uno e un solo termine B.

Le variabili da considerare all’interno del testo sono molteplici, tra cui:

  • settore di appartenenza
  • target di destinatari
  • scopo e funzione del testo

Per effettuare una traduzione “perfetta” non è sufficiente conoscere le lingue di partenza e di arrivo, o disporre di un buon dizionario.

Oggi si utilizzano sempre più spesso i programmi di traduzione automatica (es. Google Translate), ma questi non possiedono quella sensibilità, curiosità, capacità di ragionamento e intuizione che sono prerogativa degli esseri umani. Le traduzioni effettuate in questo modo saranno sempre mediocri, ricche di errori, e sembreranno “tradotte”, in sostanza saranno quindi poco efficaci.